Caro presidente operaio Silvio Berlusconi, ascolti questa mozione del cuore e anche della testa da parte di chi vuole bene a lei e a Bologna. Ed è molto preoccupato che, come lei stesso ha promesso, calzi il berretto da muratore per costruire il passante autostradale a nord della città. Magari sottoponendo il suo pur tonico fisico a sforzi le cui conseguenze rischia di portarsi dietro per molto tempo. Cribbio, gli anni prima o poi si faranno sentire e allora come la metteremo?
Dunque: sappiamo che le hanno assicurato quanto l’opera sia assolutamente necessaria per risolvere i problemi di traffico del capoluogo e di mezza Italia. E sappiamo anche che di fronte alla bocciatura arrivata nei giorni scorsi dall’Ue a proposito dell’ipotesi di affidare i lavori direttamente a Società Autostrade, lei ha generosamente esclamato: “Ghe pensi mi a trovare i dané” (più o meno). Ecco, presidente, lasci perdere: si concentri su Obama, Israele, le tasche (forse) vuote degli italiani. Insomma, si impegni su qualsiasi altro problema che non sia la mobilità bolognese.
Quell’opera, oggi, febbraio 2009, non serve più. Prima di spiegarle il motivo, però, ci permetta di informarla su una curiosità bella e istruttiva, come diceva qualcuno tanti anni fa. Coloro che giusto l’altro ieri, di fronte alla “ferale” notizia giunta da Bruxelles, sono sbottati sommergendo i giornali locali di decine di dichiarazioni colme di sdegno accusando il governo e lei di aver remato contro, appartengono al Pd o più in generale alla sinistra.
Bene, anzi male. Perché nell’ottobre del 2007 - neppure un anno e mezzo fa, per capirci, quando a Palazzo Chigi soggiornava Romano Prodi - era lo stesso capogruppo dell’Ulivo in Commissione Ambiente, il senatore Francesco Ferrante, a definire il passante “opera inutile e dannosa. Meglio adoperarsi subito per soluzioni alternative”. Insomma, sedici mesi fa a sinistra si condannava l’opera al fuoco eterno, oggi Draghetti e Venturi (presidente e vice della Provincia), per non dire del solito Errani, ritengono il passante assolutamente vitale per Bologna, l’Italia e probabilmente il mondo intero.
Detto questo, per amore di precisione, veniamo alle ragioni in base alle quali il bypass autostradale a nord della città sarebbe opportuno chiuderlo definitivamente nel cassetto dei progetti mancati. Sono due. La nuova autostrada Cispadana, già approvata dall’assemblea regionale, farà diminuire del 10 o addirittura del 15 per cento il carico veicolare sul passante nord. Inoltre, la terza corsia dinamica del tratto autostradale che attraversa la città è destinata a ridurre ulteriormente il traffico che sceglierà il passante. La conseguenza è una sola, caro Presidente: l’opera ha perso da tempo il suo punto di forza, quello di essere appetibile sotto il profilo della redditività. Se, dunque, il bypass a nord non serve più e sarebbe troppo costoso per le casse dello Stato finanziarlo, diventa invece essenziale chiudere l’anello autostradale a sud del capoluogo. Essenziale per evitare il rischio di bloccare l’intera città.
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