Il Filo a Piombo guarda con favore al progetto dei Circoli della Libertà, che si sta sviluppando in queste settimane. Cercheremo di dare il nostro contributo all’iniziativa, anche fuori dalla blogosfera, così come avremmo fatto per ogni altro progetto credibile, al fine di rilanciare un centrodestra liberale e popolare.
Nel nostro piccolo potremo renderci utili, in quanto – pur non sapendo fino a che punto il nostro Filo potrà dipanarsi, sulla rete e nella vita reale – rimaniamo convinti che il materiale di cui esso è composto, in termini di cultura politica, sia il più adatto per tessere una tela resistente e destinata a durare nel tempo.
Tuttavia, già nell’impostazione che è stata data al progetto dei Circoli scorgiamo alcune grandi difficoltà. Intanto, secondo i promotori, lo spirito dell’iniziativa del senatore Dell’Utri dovrebbe essere innanzitutto culturale. I Circoli della Libertà dovrebbero nascere come luoghi di approfondimento e di elaborazione del pensiero, prima ancora che di partecipazione politica.
Ma se questo è vero, su quali basi culturali e con quale identità questi Circoli si stanno costituendo?
Sappiamo tutti che Forza Italia è nata in modo pragmatico, seguendo un generico richiamo al moderatismo liberale, senza vincolarsi – nemmeno nel nome – ad alcuna tradizione politica ben definita. Tanto che, quando nel 1993-1994 sono nati i primi clubs azzurri, assieme a tanta improvvisazione e scarsa cultura politica, in essi si poteva ritrovare un po’ di tutto. Sia rispetto ai grandi temi, che nelle opinioni più spicciole dei militanti.
Del resto, la situazione lo imponeva, e non ci scandalizziamo affatto per quella confusione della quale noi del Filo ci ricordiamo bene, visto che alcuni di noi hanno partecipato in prima persona alla nascita del movimento.
Ma ora, nonostante la perdurante logica del bipolarismo, e nonostante i successi ai quali ha portato lo spirito pragmatico di Berlusconi, crediamo che si debbano sciogliere alcuni nodi ideali, e definire a priori con più precisione l’identità possibile del liberal-conservatorismo italiano.
La progressiva decadenza della cultura occidentale ha importato nella nostra società problemi che nei primi anni novanta, al massimo, erano appena abbozzati. Oggi stanno giungendo a maturazione questioni epocali, come la crisi demografica, la dissoluzione dell’istituto familiare e degli altri riferimenti “forti” della società civile, la messa in discussione delle radici cristiane dell’Europa, l’aggressività dell’Islam.
Sta quindi diventando indifferibile un nuovo progetto educativo per le giovani generazioni, che coinvolga non solo le istituzioni politiche, ma soprattutto la famiglia, la scuola, i movimenti religiosi, le libere associazioni. Dall’altro lato, sul piano più strettamente economico, presto diventerà drammatica la questione dell’insostenibilità dello Stato sociale, così come lo abbiamo conosciuto fino ad ora.
Si tratta di temi che – a differenza di quel che accadeva negli anni in cui è nato il Polo delle Libertà – oggi stanno invadendo la sfera quotidiana di tutti i cittadini. Per questo si impongono grandi scelte di campo che non possono più essere eluse, rinviate o accantonate, in favore dell’ottimistica ricerca di ciò che ci unisce, al solo scopo di vincere le prossime elezioni.
In questo senso, come sappiamo, la modesta proposta del Filo a Piombo è fortemente identitaria, e cerca una composizione tra le tradizioni liberale, cattolica e conservatrice. Speriamo dunque che nel nascente movimento dei Circoli della Libertà ci sia sufficiente chiarezza e coesione sui suddetti argomenti.
Non vogliamo doverci ritrovare bloccati a discutere per ore di laicità dello Stato, o del vero significato dell’essere liberali o dell’essere moderati. Ciò in quanto le linee di fondo della nostra ispirazione dovrebbero essere già definite.
Specie in una regione come la nostra, l’Emilia-Romagna, dove è collaudato da decenni un blocco sociale ed economico che fa riferimento allo Stato, al partito, al sindacato e alle cooperative, la nostra alternativa dovrà invece rivolgersi alle famiglie, alla libera impresa, all’associazionismo civico, alle categorie dei lavoratori autonomi e dei professonisti, e non per ultima alla Chiesa di Benedetto XVI e dei movimenti cattolici meno compromessi con lo spirito “conciliare”.
Inoltre, su un piano più operativo, quello che chiediamo ai promotori della iniziativa è di non frammentare né disperdere le energie di centrodestra già presenti sul territorio.
Ci sembra evidente che sarebbe impossibile ripetere nelle stesse modalità, tredici anni dopo, l’epopea che ha portato alla nascita dei clubs di Forza Italia e dei circoli di Alleanza Nazionale. Noi di questo Filo eravamo attivi in politica, in quei tumultuosi mesi, ed è proprio il ricordo di quella esperienza che ci fa ritenere assai rischiosa e un po’ velleitaria l’idea di fare rinascere “dal basso” il centrodestra.
E’ vero che oggi si vede chiaramente quanto poco sia rimasto – dal punto di vista dell’organizzazione, del personale politico e della presenza sul territorio – dello spirito di partecipazione popolare che animò la nascita del Polo delle Libertà, nei primi anni novanta. Ma non per questo crediamo che sia possibile fare tabula rasa e ripartire da zero, affidandosi solo all’entusiasmo di nuovi volontari, così come allo sconcerto e alla rabbia degli elettori, che stanno di nuovo facendo soffiare il vento alle spalle dell’opposizione.
L’eccessivo spontaneismo, difatti, a nostro parere finirebbe per riproporre la situazione che già si era creata subito dopo il venire meno del primo governo Berlusconi, quando i primi clubs e circoli di Forza Italia e Alleanza Nazionale, che avevano accompagnato l’ascesa dei rispettivi leaders, svanirono rapidamente nel nulla, lasciando sul territorio solo la presenza di politici semiprofessionisti con già diversi anni di esperienza alle spalle, oltre a qualche più o meno valido outsider.
Per questo, anche se riconosciamo che i Circoli della Libertà siano un’ottima occasione di formazione e crescita, specie per i più giovani, non possiamo illuderci del fatto che essi diventino sezioni di reclutamento di una classe politica totalmente nuova.
Persino in una regione difficile come l’Emilia-Romagna, dove il centrodestra ha poco radicamento e non vanta una tradizione di amministratori locali, in questi anni si sono comunque formate personalità politiche che in un modo o nell’altro hanno maturato un minimo di esperienza e di appeal elettorale.
Esiste un certo numero di consiglieri regionali, provinciali, comunali, e di dirigenti locali di partito, le energie dei quali non vorremmo vedere disperse, e tantomeno le une contro le altre armate.
Dunque, a nostro parere il partito di Forza Italia, così come la Lega Nord e i settori di Alleanza Nazionale e dell’Udc meno compromessi con le politiche stataliste ed assistenziali, dovrebbero essere coinvolti nel progetto in maniera organica.
Per legittimare i nuovi Circoli delle Libertà non ci si può affidare solo al mandato – vero o presunto – di Berlusconi e di altri dirigenti nazionali. Occorre invece individuare dove e come il centrodestra di questi ultimi tredici anni abbia messo radici nel tessuto sociale del nostro Paese.
A tale scopo, occorre che il nascente movimento dei Circoli si dotato di guide attente ed autorevoli, riconosciute come tali da tutto il centrodestra, che conoscano le diverse realtà del nostro Paese e sappiano individuare su ogni territorio le presenze e le energie più adatte.
Non è una frase fatta: se i promotori dei Circoli della Libertà cederanno alla tentazione di porsi come la “corrente del rinnovamento”, nell’ambito di Forza Italia e più in generale dello schieramento conservatore, essi finiranno per dare vita solamente ad una corrente di partito in più.
Poiché non siamo di quelli che credono alla “democrazia interna” nei partiti, specialmente in questa fase e tantomeno rispetto a un movimento poco strutturato come Forza Italia, speriamo che chi ha la possibilità di decidere sia veramente consapevole di quanto sopra.
1 commento:
visto su il "legno Storto" te l'ho rubato per http://www.politicaonline.net/forum/forumdisplay.php?f=189
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