25 febbraio 2009

Sicurezza, le sinistre si rinchiudono nel fortino ideologico

Le difficoltà attuali delle sinistre italiane, nessuna esclusa,
affondano le rigogliose radici in una evidente incapacità di offrire
risposte concrete sui problemi che più interessano i cittadini. I
quali, di fronte a un mutismo imbarazzante, coperto a volte soltanto
da proposte astratte e altre volte incomprensibili, si stanno
orientando decisamente a destra o, come molti sostengono, verso la
Lega. Veltroni si è dimesso per aver perso l’ennesima elezione. E se
una sconfitta può anche essere un infortunio, e due sconfitte il
principio di un malessere, quando i rovesci diventano una serie
significa che la debolezza del partito è ormai strutturale.

Tra i terreni più scivolosi che nelle ultime settimane si sono imposti
all’attenzione generale, un posto di primo piano va purtroppo
riservato alla sicurezza con una serie di violenze alle donne che ha
provocato l’impennata dell’inquietudine in molte famiglie italiane.
Il Governo ha provato a mandare segnali forti, se non altro per
contrastare una emozione diffusa destinata ad aumentare frustrazione,
rabbia e sfiducia verso lo Stato. Il recente decreto ha scatenato
polemiche per aver istituzionalizzato lo strumento delle ronde.

E a sinistra sono partite puntuali le polemiche e le critiche. C’è chi ha
parlato di manganelli, di caccia allo straniero, di
strumentalizzazioni, addirittura di decisione che potrebbe aumentare
l’ansia. Quando però ti metti di buzzo buono e cerchi di capire quali
sono le proposte alternative che provengono da manifestazioni tanto
sdegnate, ti senti rispondere che la violenza alle donne va affrontata
da un punto di vista “culturale e sociale”. Le ronde? Per carità,
manco a parlarne. Una risposta che nei fatti si trasforma in un rinvio
a tempo indeterminato della soluzione del problema. Insomma,
chiacchiere inconcludenti e demagogiche.

Lo scollamento della sinistra dall’uomo della strada, preoccupato per
la propria figlia adolescente che se ne esce di casa per andare al
cinema o a una festa tra amici, viene così confermata per l’ennesima
volta. Ma ci chiediamo dove stia lo scandalo delle ronde, se depuriamo
il discorso da ogni strisciante accusa di provvedimento fascistoide.

Se ci sono cittadini, organizzati in associazioni, che si prestano
volentieri a regalare il proprio tempo libero nel controllo del
territorio, l’amministrazione comunale ha il dovere di utilizzarli a
beneficio dell’intera comunità. Il problema della sicurezza ha
raggiunto picchi di gravità talmente elevati che non possiamo più
perderci in giri di parole. Si tratta di rimboccarsi le maniche qui e
ora.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ormai è risaputo, chi vuole fare un discorso serio sulla sicurezza, si ritroverà immancabilmente contro: il Vaticano, Napolitano, la sinistra, Fini, Di Pietro, l'Unione Europea. Quindi bisogna farsene una ragione, e cercare di dar séguito alle parole roboanti (tipo Maroni) con fatti concreti. ro