Il titolo, ruspante e perentorio come una scudisciata, ti prende alla gola e non ti molla più. “Le balle di Newton. Tutta la verità sulle bugie della scienza” (edito da Rubbettino e nelle librerie da pochi giorni) mantiene quello che promette: smascherare le sciocchezze – tante – scritte e dette sulle emergenze del pianeta. Dal nucleare al riscaldamento globale, dall’Aids all’estinzione delle specie animali passando per le cellule staminali, la clonazione e l’insegnamento dell’evoluzione.
L’autore, l’americano Tom Bethell, editorialista dell’ “American Spectator” e collaboratore di testate come il “New York Magazine” e l’ “Atlantic Monthly”, demolisce in modo irriverente gli assiomi più granitici. Beninteso, non si tratta di un libro contro la scienza, ma una difesa del corretto metodo scientifico dagli abusi che vengono compiuti in suo nome. Una guida che si fonda su fatti e non su chiacchiere, insomma. Bella e istruttiva, come direbbe qualcuno.
Bethell è uno dei pochi scrittori, insieme a Michael Crichton, che in questi anni hanno avuto il coraggio di denunciare l’uso distorto della scienza da parte di ciarlatani che ingannano i giornalisti creduloni e scatenano isterie di massa, allo scopo di ottenere pubblicità, potere politico e finanziamenti statali. La caratteristica immancabile di queste “crisi imminenti”, infatti, è quella di richiedere sempre più interventi dello Stato, e mai di meno.
“Per inquadrare il problema in Italia – scrive Guglielmo Piombini nella prefazione, dopo essersi occupato anche della traduzione del volume - possiamo pensare ad un personaggio onnipresente sui media come Mario Tozzi, che quotidianamente dispensa al pubblico le sue ‘verità scientifiche’ ecologiste, maltusiane, anticristiane e anticapitaliste, e che è solito rispondere ai critici ostentando con arroganza le sue credenziali di scienziato. In realtà gli ambientalisti come Tozzi il più delle volte non fanno scienza, ma politica. Lo scienziato, per essere tale, dovrebbe essere in grado di azzeccare, almeno qualche volta, una previsione. Il valore predittivo della pseudo-scienza sbandierata dagli ambientalisti radicali è invece praticamente nullo: sono ormai quarant’anni che sbagliano una previsione dopo l’altra, senza avere mai fatto ammenda”.
Qualche assaggio tratto da “Le balle di Newton”. Uno dei casi più eclatanti ricordati da Bethell è quello del trattato di Kyoto sulla riduzione delle emissioni che provocano il cosiddetto effetto serra. Pochi infatti sanno che le teorie che attribuiscono a cause umane il presunto riscaldamento globale non hanno alcun fondamento scientifico sicuro, e che l’applicazione rigorosa di questo protocollo avrebbe delle ripercussioni devastanti sulle economie dei paesi industrializzati. Secondo una stima dell’International Council for Capital Formation in un paese come l’Italia il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto potrebbe causare la perdita di oltre 200 mila posti di lavoro nel 2010, mentre il prezzo dell’elettricità potrebbe salire del 13 per cento e quello del gas del 44 per cento. Tutto questo per far scendere di qualche grado la temperatura nel 2100!
Le politiche climatiche proposte per fronteggiare il riscaldamento globale sono espressione di una smisurata presunzione. In realtà non si conoscono perfettamente tutti i fattori climatici che interagiscono in maniera complessa e imprevedibile; le attuali tecniche di misurazione del clima non sono pienamente affidabili; non si sa con certezza se il riscaldamento è provocato dalle emissioni umane o dai fattori naturali; è molto difficile prevedere le conseguenze del cambiamento climatico, calcolare con precisione l’entità dei danni provocati dal riscaldamento globale, e comparare i costi e i benefici delle politiche climatiche con quelli della loro assenza; infine, è fortemente dubbio che gli obiettivi climatici possano essere realizzati per mezzo di quei sistemi di pianificazione politico-burocratici che hanno sempre fatto fiasco in ogni precedente occasione.
La campagna allarmista ha finora dato i frutti sperati, se si tiene conto che solo i contribuenti americani versano 4 miliardi di dollari all’anno nelle tasche degli scienziati e dei burocrati che lavorano attorno al problema del riscaldamento globale. Che ne sarebbe dei loro budget, impieghi e avanzamenti di carriera se risultasse che l’aumento della temperatura si deve a cause naturali che l’uomo non può controllare?
Altre balle sono state divulgate a piene mani a proposito del DDT, un insetticida formidabile messo al bando nel 1972. Proprio questa sua eliminazione dal mercato ha provocato nel Terzo Mondo la morte per malaria di milioni di persone. Ma qualche volta le bugie hanno le gambe corte, per fortuna. Nel settembre 2006 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato di aver mutato il suo orientamento, e di essere favorevole all’uso del DDT e di altri insetticidi nelle aree africane minacciate dalla malaria. Resta del tutto gonfiata, invece, l’ecatombe di Aids nell’Africa subsahariana. Bethell rivela che l’epidemia di Aids è stata completamente inventata per ragioni politiche durante una conferenza internazionale svoltasi a Bangui, in Centrafrica, nel 1985.
Da allora, mentre gli “esperti” prevedevano puntualmente scenari da peste nera e cadaveri a montagne, la popolazione dei paesi dell’Africa meridionale ha avuto la più alta crescita del mondo, passando da 434 a 733 milioni. Come nota ancora Piombini, “in vent’anni la terribile piaga ha incrementato la popolazione del 70 per cento, in un numero pari all’intera popolazione degli Stati Uniti. Sui giornalisti africani che hanno tentato di indagare meglio la faccenda è caduto l’ostracismo generalizzato”.
Graziano Girotti
(L’opinione, 16 giugno 2007)
8 commenti:
Ma come fate a credere a quello che scrivete? Eh ma certo che avete fonti davvero "autorevoli" (..Tom Bethell, editorialista dell’ “American Spectator” e collaboratore di testate come il “New York Magazine” e l’ “Atlantic Monthly”..)
A quando un bel post sulle teorie che i nazisti con gl ebrei ci giocavano a sette e mezzo? O magari otto come il prode GF..mavalà!
Basta fare la recensione di un libro per beccarsi l'accusa di essere nazisti? Bethell, che ha avuto il coraggio di schierarsi contro la cupola ambientalista politicamente corretta, porta fatti e non chiacchiere. E chi non ha argomenti per controbattere i fatti, offende. Cose viste e riviste. Purtroppo.
Ma oltre al danno la beffa, considerato che a rispettare questa caxxata sarebbero tenuti solo i paesi industrializzati, quelli cioè che avendo a disposizione una tecnologia avanzata inquinano molto meno.
Tra l'altro sul National Geographic cominciano, finalmente, ad apparire ricerche e opinioni diverse dalla vulgata scientifico-verde-cocomeraia che fino ad ora è stata spinta e propagandata per la maggiore, e gli scienziati danesi
#newton.#/PrimoPiano/News/2007/03_Marzo/12/#
ma anche russi e altri, dissentono
"...ma ecco che spunta una nuova teoria sul riscaldamento globale che assolve l'umanità da parecchi capi d'accusa. A causare l'effetto serra non sarebbe l'Uomo, ma il Sole.
La prova? Anche Marte – come la Terra – ha visto le proprie temperature innalzarsi. Non solo: nel 2005, dati provenienti dalle missioni marziane della NASA hanno rivelato la diminuzione, per tre estati consecutive, delle calotte di anidride carbonica che ricoprono il polo sud del pianeta rosso.
Lo scienziato russo Habibullo Abdussamatov, direttore dell'Osservatorio astronomico Pulkovo di San Pietroburgo
##gao.#/english/
teorizza che il riscaldamento globale sia dovuto all'aumento dell'irradiazione solare nel lungo periodo. Galeotti furono i cicli solari.
“Il riscaldamento serra di origine umana ha dato solo un minimo contributo al riscaldamento osservato sulla Terra negli ultimi anni” ha affermato lo scienziato russo."
Danesi e russi non sono però soli
#en.#/news/7-3-14/#
In Italia mi viene in mente Franco Battaglia.
Tullio Regge sostiene che i depositi di scorie radioattive, se ben stockati, sono meno pericolosi di una qualsiasi discarica.
Dentro la comunità scientifica c'è dibattito e ci sono opinioni differenti. Bush non è che si sia rifiutato di firmare il protocollo di Kyoto perchè se lo è sognato di notte ma perchè diversi influenti scienziati americani sostengono che sarebbe inutile, oltre che, aggiungo io, dannoso economicamente, per i paesi avanzati. Dietro le lobbies ambientaliste ci sono spesso grandi interessi nel business del settore, anche solo per la propaganda. Clinton, prima di andare a casa, oltre alla manifesta volontà di aderire a Kyoto, aveva paventato l'investimento di milioni di dollari, oltre a quelli già imponenti che i cittadini USA devono sborsare per la questione, per l'insegnamento ecologista nelle scuole. Questo mentre in UK tutti si lamentano che i ragazzi escono dalle scuole senza sapere niente di geografia ma troppo di Kyoto. Gore infatti si è messo a cavalcare questo cavallo ma ancora una volta Giorgino glielo ha azzoppato
Sayonara.
Lorenza.
Poi, Piombo, domani vado a comprarmi il libro, di più, lo segnalerò, è interessante conoscere i risultati pratici, quasi sempre nefasti, che ha prodotto il fanatismo verde. Come, ad es., quando in Perù "qualcuno" convinse il governo ad abbandonare l'uso del cloro per disinfettare l'acqua e il risultato fu un'epidemia di colera che provocò migliaia di morti. Ma ricordo anche che costoro ebbero una qualche responsabilità nella diffusione, tra i bovini, del morbo della mucca pazza.
Saluti,
Lorenza.
Grazie, Lorenza, per i tuoi acuti commenti e per la pubblicità che potrai dare al libro.
Questi catastrofisti che strepitano sul riscaldamento globale erano gli stessi che negli anni Settanta parlavano di nuova era glaciale. Se dicevano un mucchio di sciocchezze allora, perché dovremo credergli oggi?
Grazie della segnalazione! vedrò di procurarmelo... anche a me questa cagnara "verde" sta cominciando a dare sui nervi. Anche perchè non si spiega perchè il sahara fosse una giungla un bel po' di secoli fa e adesso è un deserto: qualcuno ha girato in SUV tutti questi secoli?
grazie... ciao
l'ambientalismo, coniugazione moderna e P.C. dell'imperialismo, ha prodotto le sue caste sacerdotali e i suoi tabù. Tra 500 anni leggeranno le stronzate di Greenpeace come noi leggiamo i verbali delle cacce alle streghe dei puritani...
Ho letto per ora la prefazione, e già la mia ulcera si fa sentire. Comunque la si pensi il libro offre un punto di vista interessante ossia l'ecologia vista come strumento dei governi per intervenire nella "cosa privata" dopo la caduta delle teorie socialiste in cui si giustificava l'interventismo governativo.
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