Negli stessi momenti in cui diceva sì all’offerta degli americani per l’acquisto del Bologna Calcio, portando all’incasso l’affare centrato con la promozione in serie A, sul tavolo più scivoloso e meno lineare della politica Alfredo Cazzola rispondeva picche alle speranze dei cittadini di centrodestra di vederlo candidato sindaco alle amministrative del prossimo anno, in competizione con Sergio Cofferati. Col senno di poi la vicenda si potrebbe leggere in modi diversi.
Da quello severo: alcuni esponenti del Popolo della Libertà sarebbero caduti nella “trappola” mediatica tesa abilmente da Cazzola, che ha (legittimamente) pensato al proprio business e menato per il naso una parte della città (meno legittimamente). A quello comprensivo: nel Pdl cittadino la voglia di trovare l’uomo della Provvidenza che porti a destra quel venti per cento di voti necessario per vincere ha annebbiato le menti di politici di lungo corso, che alla fine si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano.
Ora, a parte la banale considerazione per la quale chi ha responsabilità di partito sarebbe buona norma che prima chiedesse in privato a qualcun altro se intende correre per la carica di primo cittadino. E solo dopo aver ricevuto una risposta positiva rilascia dichiarazioni ai giornali. A parte questo, dicevamo, il danno d’immagine inferto al centrodestra è di quelli pesanti. Inutile nasconderselo. Non a caso il segretario provinciale del Pd, Andrea De Maria, ci ha inzuppato il pane della polemica. Sarà pure un “pollo allevato in batteria”, come lo ha apostrofato lo stesso Cazzola, ma anche i polli sanno tirare i calci di rigore. Soprattutto a porta vuota.
E perfino i sostenitori di Giorgio Guazzaloca hanno ripreso fiato dopo qualche giorno di sbandamento, quando il presidente del Bologna aveva fatto capire che cresceva il suo desiderio di sbarcare in politica. L’arrivo dell’ex-signor Motor Show, del resto, avrebbe significato la pensione immediata per l’uomo della vittoria del ’99. E così il parlamentare del Pdl Enzo Raisi, da sempre scettico verso la riproposizione del Guazza, e proprio per evitare che egli venisse rilanciato in grande stile, si è visto costretto a mettere da parte il fioretto accusando il comitato pro-Guazzaloca di aver raccolto “firme farlocche” ai banchetti. Il problema, a questo punto, è che il centrodestra torna da dover era partito. Vale a dire senza avere la minima idea di chi candidare. Ed è normale, a nostro avviso anche doveroso, che le primarie riconquistino il centro del dibattito.
Se all’orizzonte non compaiono personalità in grado di catalizzare i consensi delle formazioni di centrodestra, nonché di tutte le componenti che si sentono alternative alla sinistra sotto le Due Torri, allora la conta democratica è il metodo migliore che conosciamo. Bene ha fatto il consigliere comunale di Forza Italia, Lorenzo Tomassini, a passare rapidamente dalle parole ai fatti aprendo un sito Internet (www.primarieperbologna.it) dove chiunque può offrire il proprio contributo a proposito del programma e - quando ci saranno i nomi - votare per il candidato che preferisce.
Ai partiti non resta che accelerare i tempi e approntare un tavolo di confronto con coloro che non si rassegnano a ritrovarsi Cofferati ancora sindaco. Senza perdersi troppo in beghe interne su chi potrebbe comandare nel Pdl bolognese una volta nato sul serio: chi ha i consensi deve governare. Nelle ultime ore è spuntata anche l’ipotesi Giancarlo Mazzuca, neo-deputato e soprattutto ex-direttore del Resto del Carlino. Mazzuca, a differenza di Cazzola, ci è andato più cauto: “Non mi muovo - ha fatto capire - se prima non c’è un accordo complessivo nel centrodestra. E se Guazzaloca non mi dà il via”.
1 commento:
Nel mio piccolo ho visto le tensioni interne a Forza Italia a Bologna e
non sarei sorpreso se il centrodestra arrivasse alle elezioni con un candidato azzoppato condannandosi per le loro divisioni alla sconfitta sicura in una campagna meno difficile della scorsa. Tal deg, purtroppo non è impossibile. Ciaoo
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