Vediamo se abbiamo capito bene. Berlusconi ha detto no all’ipotesi di scendere in piazza contro il circo Prodi. Finendo per andare a braccetto con Casini, restio alla manifestazione fin dal primo momento. Quel Casini che dal giorno dopo le elezioni di aprile ripete come un pappagallo che la leadership del centrodestra non è scontata. Oggi, poi, che un sondaggio pubblicato da Libero dà l’Udc al 7,5 per cento, il “ragazzo” non si tiene più. Peraltro non è la prima volta che il capo di Forza Italia segue le orme di Pier, lanciandosi in repentine marce indietro giusto all’indomani di propositi ben più bellicosi (missione in Libano, per esempio). Sembra quasi che Berlusconi sia stato colpito dalla sindrome di Stoccolma: più Casini lo bastona e più lui gli corre dietro.
Sulla protesta anti-finanziaria, si sostiene che ricompatterebbe la maggioranza. Quindi lasciamola perdere. Ora, qualcuno ci spieghi perché quando il popolo dei sindacati sfilava contro l’esecutivo di centrodestra, era quest’ultimo a doversi sentire in difficoltà; mentre quando a ipotizzare il ricorso alla piazza è la Casa delle Libertà, allora bisogna stare attenti perché a beneficiarne potrebbe essere la sinistra. Insomma, l’elettorato della CdL farebbe bene a non farsi vedere in giro. A prescindere. Cosa è successo dai tempi della prima traversata nel deserto e dai milioni di moderati (già allora incazzati) che presidiavano le città italiane contro il governo Prodi del ‘96? Siamo forse diventati impresentabili? Ci vestiamo male? Puzziamo? O magari sputiamo per terra?
E poi: se prestiamo un briciolo di fede alle intenzioni di voto, sono bastati due mesi per far pendere l’ago della bilancia in favore di Berlusconi e compagnia. La maggioranza, a nostro avviso, ha tutto il diritto di manifestare contro la minoranza. Ha il diritto di alzare la voce, di urlare. In poche parole, ha il diritto di provare a mandare a casa il Pinocchio reggiano (piano a considerarlo bolognese. Chi scrive è di Bologna e vorrebbe mantenere le distanze). E a Silvio diciamo che se segue Casini lungo la strada del dialogo con il centrosinistra, non solo delude il suo popolo che lo vorrebbe rivedere alla testa di una grande manifestazione per la libertà. Ma addirittura rischia di suicidarsi perché comunque regala tempo in più a Prodi. E il tempo logora chi il potere non ce l’ha.
Ma forse il centrodestra, e cioè Berlusconi, non pensa di essere preparato a una campagna elettorale il prossimo anno. Tra le beghe della coalizione e quelle interne al suo partito, non gli possiamo dare torto. Il punto, però, non è sapere se siamo o non siamo pronti a ritornare al governo. Il punto è essere consapevoli di avere di fronte una maggioranza di centrosinistra totalmente inadeguata a governare l’Italia. E prima la si caccia e meglio è per tutti. E’ una questione di priorità. Eppoi un Berlusconi che si incasina casinizzandosi è uno spettacolo che non vorremmo vedere.
13 commenti:
Questa situazione è emblematica dello stato del nostro centro destra. Siamo nella totale confusione, non certo pronti a nuove elezioni. La speranza è che si trovi un equlibrio o dopo Prodi ci ritroveremo Veltroni
...ma no!
Adesso proviamo a farli implodere: in via sussidiaria, scenderemo in piazza. Tranquillo. Almeno questo si dice ai vertici... ;)
se abbiamo timore a protestare meglio andare con la opposizione della maggioranza
Potresti aver ragione circa l'influenza di Casini, ma potrebbe essere anche una valutazione circa l'impatto. Io sono convinto della diversità del'elettorato di centro destra. Chi odia i campanacci in piazza, chi, da professionista, è impegnato a tener su l'Italia oltre che il proprio reddito e lavora 11 ore al giorno... insomma la sostanza è che dalle fabbriche si esce alle 17, dagli studi professionali, dagli uffici di imprese e impresette, dai negozi in chiusura si esce alle 19 alle 20, e magari con la borsa piena di cartacce da rivedere a casa. Altra cosa è scegliere tra il bar e il corteo. Provoco, sia ben chiaro, ma io credo che sia tempo che piuttosto che i cortei non ci si lasci scappare nessuna occasione per manifestare il dissenso.
E parlo anche per chi, ai tempi del voto, sopraffatto dalle campagne diffamatorie contro FI si nascondeva sotto i tavoli quando si parlava di politica.
Berlusconi non si è incasinizzato, è al corrente che la macchina organizzativa non lavora al 100 x 100.
Il rischio di fare una manifestazione modesta è concreto.
Manca comunque una direzione brillante.
Credo invece che alla base dell'immobilismo berlusconiano ci sia proprio la consapevolezza dell'impreparazione della CDL a ritornare al governo. Ci sono delle questioni di fondo che andrebbero affrontate e risolte, come per esempio il programma, la leadership e una bella analisi delle cause che hanno portato il governo più longevo della storia italica a non farsi rieleggere.
Berlusconi, ora come ora, è leader indiscusso ed indiscutibile. Tuttavia, ha 70 anni, non è più un ragazzino. Se si votasse entro breve, vincerebbe sicuramente, ma se le elezioni fossero lontane, avrà ancora la voglia di essere il leader? Conoscendolo, penso di sì, ma l'ipotesi di un presidente di 75 anni (ma speriamo ovv che accada prima) è dura.
Per la successione, cmq, il migliore è Fini. E' di gran lunga più amato rispetto a Casini.
Premesso che l'opposizione della CDL lascia molto a desiderare e che tutti i danni la maggioranza se li è fatti da sola, gli elettori di centro destra non sono così "precettabili" come quelli di centrosinistra. Il rischio di fallire con una manifestazione di piazza esporrebbe la CDL a guai ancora maggiori, senza contare che il controllo assoluto che l'Unione ha dei mezzi di informazione che contano consentirebbe agevolmente di far passare sotto slenzio la manifestazione o attribuigli una valenza negativa (difesa dei ricchi e evasori ecc.).
Costa di meno e forse è più efficace qualche bel grande manifesto stradale che riproduca fedelmente parole, opere e poltrone dell'Unione. Ce ne sarebbe d'avanzo per metterli KO.
Scarthorse
Se Forza Italia, AN, la Nuova Dc, il Nuovo PSI, la Lega ed altri, sono compatti a fare la manifestazione di piazza, che ci frega di Casini?, anzi é la buona occasione per emarginarlo ed indurlo ad una seria riflessione sul suo sfrenato desiderio di autoaffermazione basato au appena il 7% della forza dell'UDC.
Scrivo dopo aver sentito della resipiscenza di Berlusconi a proposito delle manifestazioni nelle piazze. Si parla di 150 città dove organizzare altrettanti cortei. Da nessuno (fino a ieri l'altro) a centomila, insomma. Il timone continua a essere incerto. Ma quantomeno ci muoviamo.
bel post!
Posso linkarti fra i blogs "bolognesi"?
fammi sapere
ainpospio
ainpospio.splinder.com
scrivimi a ainpospio-'chiocciola-lapostadi-gurgle'.com
FIni, come successore? Orrore!
Pur considerando Fini un abile e fine politico, negli ultimi anni mi è sembrato piú un democristiano attaccato alle poltrone che un leader. Senza contare il fatto che di liberale nel suo DNA politico non ha nulla.
Meglio Casini.
Per Ainpospiò (il cui nick mi fa impazzire): ovviamente mi puoi linkare.
D'accordo con Tudap, soprattutto sui milioni da destinare ai think tanks.
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