Per una volta le puntuali polemiche scoppiate a ridosso del 2 agosto, a Bologna, non resteranno lettera morta. Era stato lo stesso presidente dell’associazione dei famigliari della strage della stazione, Paolo Bolognesi, a levare alta la voce durante la cerimonia di commemorazione: “Basta con deputati e senatori che nel loro passato sono stati coinvolti in atti di terrorismo” aveva ammonito sotto la canicola estiva. Forza Italia si è così mossa in Regione mettendo a punto una mozione che sta per essere presentata all’Assemblea Legislativa di viale Aldo Moro. Ma il messaggio politico importante è che sarà un documento condiviso anche da un partito della maggioranza visto che porta la firma dell’esponente dell’Italia dei Valori, Paolo Nanni. La Regione Emilia-Romagna si impegna a manifestare alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica il suo totale disaccordo in merito alla presenza in Parlamento di persone su cui gravano sentenze passate in giudicato per fatti di terrorismo. E chiede alle Camere di inserire tra le cause di ineleggibilità anche la condanna definitiva per fatti di terrorismo”. E’ questo il testo che i due consiglieri regionali stanno per mettere ai voti dei loro colleghi del parlamentino locale.
“Dopo dibattiti e polemiche che hanno tenuto banco a lungo sui media nelle settimane scorse – spiega Salomoni – non possiamo permetterci che tutto venga confinato nel dimenticatoio. E’ intollerabile che a rappresentare il popolo italiano siano stati eletti personaggi che in passato si sono distinti per attività di sovversione delle istituzioni democratiche. Oltre a dar vita a una tragica contraddizione (chi si poneva l’obiettivo di distruggere lo Stato con la violenza, oggi se ne fa interprete), essi sono un insulto a quelle stesse istituzioni democratiche. E’ nostro dovere far sentire l’indignazione di una vastissima parte di cittadini italiani”.
“Una indignazione – continua l’azzurro – che cresce in modo esponenziale quando si pensi alle vittime del terrorismo di destra e di sinistra, ai loro familiari, in sostanza a chi ha vissuto sulla propria pelle, direttamente o indirettamente, la follia omicida di rivoluzionari di professione. Ogniqualvolta qualcuno di questi si guadagna l’attenzione di quotidiani e televisioni è una ulteriore pugnalata alle spalle di chi in passato ha sofferto e sta ancora soffrendo. Impedire che questi e altri personaggi possano rappresentare il popolo italiano nelle sue istituzioni, è un dovere morale al quale non ci sentiamo di sottrarci”.
Graziano Girotti
L'opinione, 4 settembre 2007
2 commenti:
Esatto anche perchè diciamocelo Max Weber è stato interpretato male o comunque ne viene sempre riportato un super-riassunto senza valore.
E ancora si commette l'errore di pensare al medioevo come ad un periodo oscuro che non ha portato alcun beneficio al progresso dell'Europa. Nulla di più sbagliato.
E ancora: i banchieri lombardi, toscani veri innovatori della finanza europea a supporto dei commerci non erano forse cattolici? E i commercianti veneziani che hanno dato il via alla società commerciale e alla condivisione dei rischi erano calvinisti? No direi di no.
Grazie del commento, peraltro condivisibile. Tuttavia riguarda il post del Piombo sul pauperismo.
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