26 settembre 2007

Il catasto ai Comuni? Una stangata fiscale. Ma nessuno lo dice

Sui giornaloni non se ne parla. Ovvio, sono tutti schierati per il professore dai grandi occhiali e i suoi tirapiedi. Sui quotidiani berlusconiani o di area, idem. Ma in quel caso incide l’ignoranza su certi temi tecnici mista a colpevole disattenzione. In ogni caso, potremmo essere alla vigilia di una stangata fiscale dalle proporzioni epiche.

Entro il 3 ottobre ogni Comune deve deliberare l’adesione al nuovo catasto. E nuovo catasto significa che la sua gestione non sarà più nelle mani dello Stato, come è stato fino ad ora, ma appunto rientra tra le competenze delle amministrazioni comunali. Un cambiamento che se ne porta dietro un altro. Dal momento del passaggio in poi l’immobile verrà considerato a fini fiscali non in base al reddito che genera, come accade peraltro in tutti i paesi civili e autenticamente liberali, bensì in considerazione del suo valore patrimoniale.

La conseguenza è molto semplice e allo stesso tempo drammatica. Visto che l’Ici, e cioè l’imposta comunale sugli immobili, viene calcolata sul valore catastale del bene; e visto che questo valore, con le nuove norme, è destinato a spiccare il volo, ecco che le associazioni dei proprietari sono imbufalite. In particolare, quella principale – la Confedilizia -, prevede un incremento dell’imposta di tre volte. Sì, l’Ici rischia di triplicare.

Perché tutto questo? Lo Stato sta riducendo sempre di più i finanziamenti alla periferia e dunque ecco trovato lo stratagemma. Si permette ai Comuni di fungere da controllori e controllati: oltre a decidere l’aliquota dell’Ici, come è già nei loro poteri, d’ora in poi si sceglieranno pure gli estimi catastali sui quali l’aliquota incide. Insomma, faranno tutto loro. A qualcuno interessa?

Di seguito riporto il testo di una intervista con la presidente della Confedilia Emilia Romagna, Elisabetta Brunelli Monzani, che ho curato per il quotidiano L’Opinione di una settimana fa. Nel servizio ci si riferisce a Bologna. Ma il discorso vale per tutte le città e i paesi.

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E' molto probabile che il prossimo 3 ottobre i proprietari immobiliari bolognesi non lo dimenticheranno tanto presto. Anzi, non lo dimenticheranno più. Entro quella data, infatti, la giunta Cofferati dovrà adottare il nuovo catasto. E i dolori che si preannunciano saranno lancinanti per tutti. “Si tratta di un catasto-truffa contro il quale ricorreremo al Tar”. Va giù dura la battagliera presidente della Confedilizia Emilia-Romagna, Elisabetta Brunelli Monzani, avvocato di professione e consigliera comunale di opposizione nelle file de “La tua Bologna”.

Si spieghi, Brunelli Monzani.
“Semplice. Il nuovo catasto patrimoniale ha come unico obiettivo quello di fare cassa, il cui peggior difetto è il calcolo dei redditi ottenuto applicando surrettiziamente valori patrimoniali ai saggi di fruttuosità fissati convenzionalmente a livello centrale. Si prevede la messa a regime di un censimento del valore delle case anziché dei normali canoni di locazione ritraibili da un immobile in un regolare libero mercato”.

Tradotto per il volgo?
“Succederà che l'Ici si troverà ad avere una nuova base imponibile triplicata rispetto all'attuale e la medesima operazione avverrebbe per tutte le altre imposte (registro, eccetera) commisurate al valore catastale degli immobili. Per le imposte sui redditi, invece, i valori censiti verrebbero tradotti in redditi che non avrebbero alcuna aderenza alla realtà”.

E la truffa?
“Questa operazione disincentiverà la grande maggioranza dei proprietari ad investire nel settore e aumenteranno i canoni di locazione. Le conseguenze sarebbero disastrose, foriere di tassazioni vertiginose per il Comune di Bologna che diverrebbe paradossalmente controllato e controllore di se stesso. Per questo motivo la Confedilizia promuoverà ricorso al Tar”.

Proposte alternative?
“Oggi non mancano di certo gli alloggi di edilizia economica e popolare il cui numero sarebbe più che sufficiente solo che fosse ben governato. Al contrario, oltre il 50% di questi immobili è complessivamente occupato da abusivi, senza titolo e morosi. Fino al momento in cui il metodo sarà quello di tassare il valore degli immobili (addirittura ora pensando alla costituzione del catasto patrimoniale) e non per quello che effettivamente rendono, saranno vani gli sforzi di creare un vero mercato dell'affitto a prezzi per chiunque accessibili”.

Quindi?
“La vera rivoluzione da percorrere nell'interesse di tutti i cittadini sarebbe quella di costituire un catasto probatorio, che associ le finalità fiscali con quelle di assicurare la certezza dei rapporti giuridici e dei diritti del Servizio Pubblicità Immobiliare. Inoltre, e soprattutto, bisognerebbe distribuire, a chi ne ha davvero bisogno, buoni affitto spendibili sul libero mercato affiancandoli con un effettivo sostegno ai contratti agevolati nonché ai contratti transitori e per studenti universitari. Insomma, bisogna cambiare metodo”.

2 commenti:

Pietro ha detto...

Cari amici di Bologna, mi rivolgo a voi perchè abitate nelle vicinanze di chi agita da troppo tempo il mio sonno notturno sperando e supplicando che standogli attorno lo possiate convincere a farmi dormire in modo più tranquillo.
Leggo di giorno provvedimenti buoni solo a civilizzare l'Indonesia e i miei sonni vengono interrotti dall'incubo di risvegliarmi in Indonesia tra i Monaci Buddisti.
Con la differenza che anziché quella arancione, vesto quella del martire cristiano!!
Avete presente il programma dell’Ulivo?
Ecco: non è un programma ma un scialbo e prolisso elenco di cose da fare.
Indubbiamente quel buon faccione di Prodi ispirò fiducia nel suo elettore, che attratto dalla completezza dell’elenco (c’era tutto ciò che doveva essere cambiato in meglio in stretto linguaggio politburocratico), ha ingenuamente pensato che tutti i problemi d’Italia avrebbero travato una soluzione che lo soddisfacesse!
Ahimè, tutto sta cambiando in peggio.
Possibile che nessuno dei suoi elettori non abbia letto che dietro il suo buon faccione si nascondesse la falce col martello, che allora come adesso serve solo a tagliare l’erba sotto i piedi di Berlusconi e a picchiare in testa a Bossi?
Non dico gli elettori della falce col martello; ma gli altri che pensando che si fossero pentiti delle atrocità del comunismo pensavano che togliendo ai ricchi si sarebbero arricchiti.
E’ appunto ciò che accade. Per togliere ai ricchi la prima cosa da fare è creare un apposito data-base tra i quali includerli separandoli da quelli che lo sono in modo tollerabile; la seconda cosa da fare è impedire l’arricchimento, introducendo le imposte patrimoniali (sono tasse) e resuscitando la tassa di successione; la terza cosa da fare è aumentare l’area di povertà socializzando tutta la produzione del reddito di massa attraverso cooperative gestite da corporazioni nelle quali tutte le posizioni di responsabilità sono coperte per cooptazione in modo che tutto il sistema sia regolato da un unico enorme conflitto d’interessi.
Ecco chiuso il cerchio.
Non mi rivolgo ai Prodiani, ma agli elettori che, illusi, l’hanno votato: chiedete di tornare al voto subito! Più passa il tempo più la morsa stringe. Tutte le cariche dello Stato, della Magistratura; la Stampa sono occupate da comunisti di fatto che fanno finta di rinnegarne l’ideologia (mostrando loro solo la loro cultura antifascista) e s’ingegnano di portare a compimento un programma che credono essere scelto dagli elettori.
Cari elettori un programma elettorale deve indicare cose da fare e non elencare problemi da risolvere! Non basta dire che occorre la riforma, ma cosa rifermare e come riformare.
Per stare in argomento con questo post, concludo dicendo con non bisogna perseguire la ricchezza, perché la ricchezza privata non è il male. Il male lo compie il privato ricco che sperpera le proprie disponibilità di denaro, ma ne è responsabile; una vera calamità si manifesta quando la ricchezza di provenienza privata va in mano a irresponsabili che occupano posizioni pubbliche elettive che si alternano a posizioni occupate nell’amministrazione dello Stato.
Ragazzi! Datevi da fare! Se avete bisogno di un pensionato: eccomi!!

Graziano ha detto...

Caro Pietro, grazie per il calore e la simpatia con i quali ci segui. Ti assicuro che se tu vivessi a Bologna, avremmo modo di collaborare per tentare di far sentire più alta e forte la nostra voce. Ce n'è un gran bisogno.