Ma sì, diciamolo: è lei il Grillo del centrodestra. Anzi, di più: il vero autentico Grillo della scena politica non è Beppe bensì quella Michelona rosso-crinita che ha conquistato il cuore politico di Silvio. Anche perché, avendo come concorrente il poeta mistico Sandro Bondi, capirete che non c’è gara.
E’ lei che sta raccogliendo il voto in libera uscita di quegli elettori di centrodestra delusi dall’esperienza di governo della Casa delle Libertà, o di coloro che ricoprendo incarichi importanti in Forza Italia sono entrati in rotta di collisione con la dirigenza del partito (basta guardare cosa sta succedendo in Piemonte). Persone che non voterebbero mai a sinistra ma che stavano per decidere di non votare più centrodestra. Fino al suo avvento.
Gli assi nella manica di Michela Vittoria Bram-Grilla, che oggi tiene l’assemblea nazionale dei Circoli della Libertà, sono due, a parte le autoreggenti sulle quali peraltro ci auguriamo tramonti presto il sole del marketing. Come scriveva il nostro giornale all’indomani del raid grillesco a Bologna, il comico genovese sta lavorando per Berlusconi.
Perché è proprio l’ex presidente del Consiglio, nonostante tutto, a offrire le maggiori garanzie alla cosiddetta antipolitica: lui resta nella percezione della gente comune un antipolitico che ha la ventura di frequentare i palazzi romani. Dalla sortita sotto le Due Torri nel segno del “Vaffa”, stando almeno ai sondaggi più recenti, l’ex CdL ha guadagnato altri punti di vantaggio su quel caravanserraglio disunito dell’Unione.
Dunque, da un lato MVB può contare su meriti che non sono suoi approfittando del carisma di Silvio e dell’autolesionismo di sinistra. Dall’altro, però, avendo lavorato sodo in questi mesi, ha messo in piedi una organizzazione già ben strutturata il cui compito sarà proprio quello di tenere agganciata a destra la protesta di destra, geneticamente lontana dagli insulti e dalle chiacchiere fine a se stesse. Alla fine, parliamoci chiaro, quella della Brambilla è una autentica operazione liberale che si prefigge l’obiettivo di far tornare protagonista la gente comune.
Sogni? Vedremo. Anche Forza Italia doveva trasformarsi in un partito liberale di massa e si è visto che cosa è successo. Certo, come per Grillo anche per la Brambilla ora comincia la prova della verità. Ma a differenza del guitto, Michela Vittoria un piccolo esercito ce l’ha già. E quel che più conta non vive come malcelata contraddizione sputare contro i partiti per poi puntare a costituirne uno nuovo.
La giornata romana potrà servire intanto a toccare con mano le truppe effettive della Rossa, perché senza di quelle non si va da nessuna parte. E in secondo luogo a mettere meglio a fuoco gli obiettivi politici di un movimento che, almeno potenzialmente, potrebbe consentire al centrodestra di assestare il colpo da ko a un Partito democratico nato gà con molte rughe.
Graziano Girotti
(L'Opinione, 6 ottobre 2007)
2 commenti:
Non voterei per la Brambilla neanche se fosse il candidato unico e solo del centrodestra,lo sappia Berlusconi.E per ovvi motivi dato che chiacchiere a perdere e tabacchiere di legno il banco di Napoli non le prende in pegno e manco capelli rossi tinti con annesso parrucchiere e visagista ma solo perchè non c'è sostanza in quello che, dopo averlo imparato a memoria e anche male, dice
Tana
http://riflessiditana.ilcannocchiale.it
Effettivamente paragonare la brambilla al grillo e' poco realistico. Poi, chi ha mai detto che grillo e' di sinistra? E' un liberalista fondamentalista, con qualche ambientalismo senile, ma pazienza.
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