E poi c’è chi dice che la sinistra antagonista è capace solo di fare opposizione, non sapendo neppure dove sta di casa la maturità necessaria per governare. A volte verrebbe da esclamare: verissimo. L’ennesima riprova l’abbiamo avuta in occasione del rinvio a giudizio di chi nel 2003 occupò i binari della stazione di Bologna per protestare contro la guerra in Iraq. Tra di loro c’era anche Tiziano Loreti, segretario provinciale di Rifondazione comunista, un tipo dunque che rappresenta il punto di riferimento politico di un partito - che pur scomparso dal Parlamento - resta vivo e vegeto. Dopo la decisione del magistrato, Loreti se ne è uscito con dichiarazioni riprese da alcuni giornali e che vale la pena leggere di nuovo.
“Quella del 20 marzo 2003 è stata un’azione doverosa che sono contento di aver fatto. La rivendico e vado a processo con animo leggero e orgoglioso. In stazione c’erano migliaia di persone e per uno come me che è sempre stato dentro i movimenti, quella è stata una delle azioni più giuste che abbia mai fatto. Quel giorno ha sbagliato chi non c’era, non chi ha occupato i binari perché si è trattato di un’azione utile e di un atto doveroso. Era necessario protestare contro una guerra che ha fatto migliaia e migliaia di morti”.
Ora, a parte il fatto che per Loreti avremmo una notizia che lo sorprenderà e cioè che ogni guerra causa migliaia e migliaia di morti, e dunque non si capisce perché se ne è andato a rompere le scatole ai viaggiatori in transito per Bologna soltanto per l’Iraq e invece non traslochi direttamente dalle parti di piazza Medaglie d’Oro. Infatti non ci risulta che nel mondo, dopo il 2003, sia scoppiata la pace perenne e tutti gli esseri umani vadano d’amore e d’accordo. Ma, si sa, per certi esponenti politici esistono i conflitti giusti e quelli ingiusti.
La differenza sta nella presenza o meno degli odiati americani. Se ci sono, la guerra è ingiusta e bisogna protestare. Se non ci sono, allora chissenefrega. A parte tutto questo, dicevamo, che comunque fa già girare le scatole, le parole di Loreti contengono in sé un tasso di pericolosità inaccettabile, che va al di là di ogni comprensione e giustificazione. Ci meravigliamo che nessun prestigioso maitre à penser sotto le Due Torri (e dire che non mancano) si sia preso la briga di stigmatizzarle. Quel giorno Loreti e i suoi compagni bloccarono la circolazione ferroviaria causando ritardi per 118 treni.
Quante centinaia di persone, se non addirittura migliaia, hanno dovuto mandare a ramengo la loro giornata a causa dei moti (a corrente alternata) di chi crede di poter decidere per gli altri che cos’è il bene e cos’è il male? Perché Loreti ritiene che la sua scala di valori morali sia più importante della scala di valori dei viaggiatori di quel giorno? Scusate: queste non sono violenze propriamente dette? A Bologna la casta degli studenti, sempre pronta a protestare contro tutto e tutti (a parte i suoi amici politici, s’intende, tra i quali Loreti e Rifondazione) rappresenta un bacino straordinario di carne da cannone per chi è specializzato nel fomentare il dissenso e il conflitto.
Con le sue dichiarazioni, Loreti ha dato un esempio negativo a tutti quei ragazzi che lo ascoltano e lo seguono. Ai quali viene insegnato che ciò che personalmente si ritiene giusto, diventa oggettivamente tale in modo automatico anche per gli altri: volenti o nolenti.
1 commento:
Alla prossima guerra, Loreti potrebbe benissimo andare a occupare il cesso di casa sua. E farebbe di certo meno danni.
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