Mentre si avvicina il quinto anniversario dell’assassinio di Marco Biagi, la Bologna politica e istituzionale sta vivendo comportamenti contraddittori. Tutto nasce dall’iniziativa del quotidiano “Il Resto del Carlino” di dedicare un premio, riservato alle associazioni no-profit con finalità sociali, proprio alla memoria dello studioso di diritto del lavoro. Fin dal giorno dopo l’istituzione del riconoscimento, la città ha reagito non facendo mancare il calore e l’adesione convinta di un numero crescente di personalità oltre che di un numero elevatissimo di comuni cittadini. Un consenso realmente trasversale, giunto da esponenti di quasi tutti i partiti. Commenti positivi sono stati rilasciati dall’intero centrodestra e dalla presidente diellina della Provincia. La Regione, su iniziativa di Forza Italia, ha addirittura sottoscritto quasi all’unanimità un ordine del giorno.
E da Palazzo d’Accursio, sede del Comune, quali notizie arrivano? Quali notizie arrivano dall’ufficio del sindaco? Nessuna, silenzio assoluto. Un silenzio freddo, indispettito, lontano. Inutile bussare: la porta è chiusa a doppia mandata. E se anche qualcuno di là c’è, potete star certi che sta pensando alla nuova addizionale Irpef. L’intera città si è ormai appropriata di una idea che non fa altro che ricordare uno dei suoi figli migliori. Il signor sindaco invece fa finta di nulla, parla d’altro. Non trova trenta secondi trenta, fra un duello e l’altro con i sindacati, di dire due parole. E dire che di solito non gli mancano gli argomenti per attirare l’attenzione dei media.
Questa volta no. Evidentemente Cofferati non ritiene la memoria di Biagi meritevole di un briciolo di attenzione. Ne prendiamo atto, come si dice in questi casi. Un comportamento che lo trasforma automaticamente nell’ultimo dei cittadini, anzi nell’ultimissimo.
Chi volesse aderire o destinare un contributo, l’indirizzo è: premiobiagi.carlino.bo@ilcarlino.net.
1 commento:
Aggiornamento: ieri Cofferati ha parlato. Nella sostanza ha detto che l'iniziativa di un premio alla memoria di Marco Biagi è condivisibile. Come al solito i post-comunisti riconoscono i loro errori con qualche annetto di ritardo.
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