Dalle panche vuote delle chiese alle culle vuote. Ora la conferma viene anche da uno studio accademico pubblicato nel settembre 2005 da tre economisti statunitensi: Eli Berman, Giuseppe Ragusa (entrambi dell’University of California di San Diego) e Laurence R. Iannaccone (della George Mason University). La ricerca, intitolata appunto “From Empty Pews To Empty Cradles. Fertility Decline Among European Catholics” (Dalle panche vuote alle culle vuote. Il declino della fertilità tra i cattolici europei) ha l’obiettivo di stabilire, sulla base dei dati empirici, le cause del rapido declino della fertilità avvenuto nei paesi cattolici a partire dalla seconda metà degli anni sessanta del secolo scorso.
Fino a quell’epoca, infatti, i paesi cattolici avevano generalmente goduto di una fertilità superiore a quella dei paesi protestanti, ma poi il calo è stato così rapido che le parti si sono invertite. Oggi sono i Paesi scandinavi, l’Inghilterra o gli Stati Uniti ad avere una natalità sensibilmente più alta rispetto all’Italia, alla Spagna o al Portogallo: e questo malgrado il fatto che le percentuali delle donne che lavorano siano attualmente più basse proprio nei paesi cattolici dell’Europa. I dati presentati dai tre studiosi sembrano dimostrare che il declino della fertilità sia fortemente correlato con il declino sociale della religione.
Da un lato ha certamente influito il minor rispetto per il tradizionale insegnamento cattolico contrario all’aborto e al controllo artificiale delle nascite, e favorevole delle famiglie numerose. Gli autori però, più che gli aspetti teologici, mettono in evidenza le ricadute sociali della scomparsa di gran parte dei servizi sociali per l’infanzia e la maternità prestati un tempo dalle istituzioni cattoliche, perlopiù grazie all’opera di suore. I tre ricercatori rilevano che prima del Concilio Vaticano II il cattolicesimo si trovava all’apice di un lungo periodo di sviluppo.
In particolare nel secondo dopoguerra, dal 1946 al 1965, la crescita del cattolicesimo nel mondo era stata esplosiva, nell’aumento del numero dei battesimi, delle conversioni, delle presenze alla messa domenicale, dei preti, delle suore, delle scuole e degli ospedali cattolici. In Italia fino al 1966 più del 70 per cento degli asili-nido e delle scuole materne erano gestiti da suore.
Negli Stati Uniti, quasi il 50 per cento dei bambini cattolici frequentavano scuole cattoliche, mentre gli ospedali cattolici fornivano un quinto di tutti i letti ospedalieri della nazione. Immediatamente dopo il Concilio Vaticano II tutti gli indicatori volsero però rapidamente al peggio. Si discute ancora oggi se il Concilio Vaticano II sia stato o meno la causa scatenante del fenomeno, ma l’esistenza della crisi postconciliare viene universalmente riconosciuta.
Le statistiche ufficiali della Chiesa cattolica forniscono infatti una conferma dettagliata dell’improvviso calo delle forze a disposizione della Chiesa, con conseguente rapida diminuzione dei servizi scolastici, educativi ed assistenziali.
Negli Stati Uniti, ad esempio, il numero delle suore era cresciuto da 140.000 nel 1948 a 180.000 nel 1966, ma da allora è sempre sceso fino a 81.000 di oggi. Tra il 1962 e il 1992 gli ordini religiosi femminili si sono ridotti del 42 per cento, e di conseguenza sono calati i servizi da loro prestati: gli ospedali del 23 per cento, le scuole superiori del 15 per cento, le scuole elementari del 42 per cento. Simili tendenze si sono verificate in quasi ogni altro paese.
In definitiva, i risultati della ricerca sembrano dimostrare che il declino della religiosità, combinato con un calo dei servizi sociali per l’infanzia fornito dalle istituzioni cattoliche tradizionali, sia all’origine del pronunciato calo di natalità tra i cattolici occidentali. Il ruolo che il personale religioso ha svolto nell’incoraggiare la natalità è stato dunque tanto importante quanto sottovalutato. Paradossalmente, i voti delle suore di non avere figli propri sono più che compensati dai loro effetti sulla fertilità degli altri!
(http://www.svipop.org/sezioniTematicheArticolo.php?idArt=151)
11 commenti:
Una ricerca assurda! Senza senso!
Si potrebbe affermare che l'intelligenza di una persona è direttamente correlata con la lunghezza dei piedi, ma tutti sappiamo che è un'affermazione assurda.
Se poi fosse vero che solo i cattolici sfornavano figli, perchè l'Asia è più prolifica?
Fino a che la gente non capirà che avere figli, oltre ad essere un dono del Signore, è il più grande gesto d'amore, le cose non cambieranno.
Perchè ora ci si ferma ad un figlio, massimo due, per poi riempirgli di cellulari, vestiti firmati, scooter a 14 anni, macchinetta a 16 e auto a 18. Soldi infiniti per uscire con gli amici: ormai si va a cena fuori in ristorante a 16 anni.
Bisognerebbe che la gente conoscesse le famiglie con molti figli, che indubbiamente sono le più felici del mondo
Fabio: a parte il fatto che la correlazione tra piedi e intelligenza non e' la stessa che passa tra assistenza all'infanzia e natalita', proprio non si capisce cosa centri la prolificita' asiatica con uno studio che riguarda solo Europa e Nordamerica.
Non sara' che quella relazione tra piedi ed intelligenza di cui parli ha qualcosa a che vedere con la relazione - stavolta evidente e per nulla assurda - tra l'odio per il cattolicesimo e la capacita' di leggere serenamente la realta' e le statistiche?
a parte il fatto che il cattolicesimo si impegna strenuamente per essere poco simpatico... anzi...
ad ogni modo, io sono favorevole alle famiglie con 2-3 figli, 1 mi sembra poco, ma 4-5-6 etc mi sembrano troppi. Sai perché nel passato si facevano tanti figli? Perché erano forza lavoro! le femmine erano inutili, mentre i maschi erano un dono di Dio. Questo hai dimenticato di dirlo!
L'Italia non è mai stata così cattolica come si vuol far credere, perché ogni zona d'Italia manteneva e continua a mantenere le proprie tradizioni (che voi definite con disprezzo pagane). Non è il cattolicesimo a far nascere i figli, ma il bisogno di braccia forti.
L'assistenza delle suore si risolse spesso e volentieri in luoghi di terrore per i bambini. Pensi che l'idea delle suore cattive che picchiano i bambini sia solo una leggenda?
Ammetto con piacere che molto è stato fatto per il bene, ma quanto è stato fatto per avere potere sulle coscienze e sulle ricchezze? Anche questo hai dimenticato di dirlo.
bisognerebbe poterseli permettere.....
fabio: rispondera' piombo, che peraltro non si e' dimenticato di dire proprio nulla. Mi sembra che il tuo sia davvero un parlar d'altro, e con buona dose di propaganda.
benfy: conosco gente che potrebbe permettersi ampiamente molti figli, ma non li vuole. le difficolta' economiche sono in gran parte alibi.
E non dobbiamo dimenticare che gli italiani vendevano o affittavano i propri figli!
Inoltre, la contraccezione era poco diffusa ed i figli nascevano spesso indesiderati. Figurarsi se le persone pensavano a fare figli perché rassicurati dall'opera delle suore.
Inoltre, l'istruzione era un peso per le famiglie in quanto sottraeva braccia al lavoro.
Che ricerca del menga! Sembra quasi lo studio delle industrie del tabacco che affermano che il fumo non fa male!
e poi che seccatura questa approvazione dei commenti! sa tanto di censura! Io rispondo di ciò che dico, mica tu.
Ognuno è padrone in casa sua, ma un po' di libertà sarebbe sempre buona cosa. La libertà filtrata dall'imprimatur non è il massimo.
Fabio Sacco, generalmente per affermare una tesi bisognerebbe portare degli elementi a supporto, dire che la ricerca è assurda perché non ti piace è inutile.
Francamente, poi, giudicare un numero di figli "eccessivi" lo trovo decisamente inquietante, una persona in più non è mai di "troppo".
Anche perché, essendo nella mia famiglia cinque fratelli, l'idea che per qualcuno non dovrei vivere dà un po' fastidio.
Anche io la pensavo come benfy fino a poco tempo fa.
Ma, negli ultimi tempi, vuoi per aver frequentato molte famiglie numerose, mi sono accorto che è solo una questione d'amore. Cioè, quanto sei disposto a rinunciare per darlo ai tuoi figli: lavoro e, soprattutto, pubbliche relazioni. Palestra, cene con amici, cinema, ecc.
I soldi, è vero, è innegabile contano, ma ho visto genitori professori di liceo che mandano avanti una famiglia con 5-6 figli in modo dignitoso senza far mancare nulla. I sacrifici sono tanti, ma l'idea di vivere con l'affetto di tutti quei figli sommerge, davvero, ogni dubbio.
Devi avere anche strutture che ti supportino, ed è per questo che sono queste le famiglie che hanno bisogno di sussidi, di agevolazioni, di aiuto costante e duraturo da parte delle istituzioni. da questo (ma non solo per questo), la mia contrarietà ad ogni forma di famiglia alternativa. Come posso permettere, in coscienza, che vengano aiutate famiglie che famiglie non sono, a discapito di queste che sono la forza motrice dell'Italia? Esempio di donazione, solidarietà e amore. Te lo dico, odio usare queste parole: sono troppo propagandistiche, ma vedendo queste realtà sono le uniche da usare.
Grazie a tutti per i commenti (positivi o negativi che siano).
Altri commenti si possono leggere su questo forum:
http://www.cattoliciromani.com/forum/showthread.php?t=5277
Saluti
Posta un commento