A Silvio è venuta un’idea: puntare sui quarantenni per rifondare Forza Italia. E soprattutto rifondarla dal basso. La notizia ci ha messo di buonumore. Sia perché siamo quarantenni (e chi se ne frega del conflitto d’interessi), sia perché – molto più seriamente – ripartire dai giovani vuol dire tirare fuori dal mazzo una carta che fino a non molto tempo fa rappresentava uno degli assi nella manica berlusconiana. Troppo tardi? Con tutto il cuore e tutta la mente ci auguriamo di no. Sarà decisivo il modo in cui verrà condotta l’operazione, che doveva restare segreta e che invece è rotolata sulle scrivanie dei giornali. Poco male. Anzi, si tratta di una iniezione di fiducia per militanti, attivisti, simpatizzanti: il capo ha battuto un colpo, c’è e lotta con noi.
Un partito guidato da giovani è un partito che vuole andare oltre la tattica quotidiana, che la smette di vivacchiare in difesa e si ribella ai tentativi di accerchiamento di fameliche iene con la bava alla bocca. E’ un partito, insomma, che almeno in teoria lavora per darsi una strategia e che pensa e ragiona usando il tempo futuro. E’ un punto di partenza dopo i rovesci dei mesi scorsi. In Italia, con i chiari di luna delle prime settimane del governo Prodi, già si sente un gran bisogno della voce di moderati autentici e ben organizzati, pronti a smascherare gli inganni linguistici di Bersani e a togliere le foglie di fico a Padoa Schioppa, non avendo dubbi se stare con Israele o con i terroristi. Che sappiano, per dirla chiara, fare un’opposizione vera e dura. Il ritorno di Berlusconi sulla tolda della nave è fondamentale su questo terreno.
Ma il suo disegno di svecchiare il partito si traduce nella più sonora smentita di chi vagheggiava (anzi, sperava e spera ancora) che Forza Italia non sopravvivesse al suo leader e fondatore. Il quale dimostra di aver ben compreso il rischio madornale che grava sui conservatori e liberali italiani: quello di perdersi in mille rivoli, alla mercé di caporali o al massimo di caporalmaggiori. Senza una Forza Italia ristrutturata e con lo sguardo tenuto alto, per metà del Paese non ci sarebbe storia: verrebbe il tempo dei sottufficiali. Essenziali nella battaglia, beninteso, ma totalmente insufficienti per vincere la guerra.
Peraltro Silvio va incontro a un’esigenza che all’interno del partito si sentiva da tempo: trovare il modo di ridare entusiasmo a ragazzi e ragazze. Non è un caso che venerdì 21 e sabato 22 luglio, sulle colline bolognesi, sia in programma un seminario di due giorni riservato ai giovani azzurri. Si discuterà del contenuto da dare all’impegno politico, di che cosa vuol dire fare politica in una regione di frontiera come l’Emilia Romagna. E ci si confronterà con parlamentari, intellettuali, amministratori locali vicini al centrodestra. L’idea è venuta al consigliere regionale Ubaldo Salomoni, in curiosa coincidenza con le notizie apparse oggi sulla stampa a proposito del nuovo partito dei quarantenni che desidera Berlusconi. La base di Forza Italia voleva, invocava un segnale: quel segnale è arrivato.
5 commenti:
Sono decenni che lo diciamo al Cav.
Anchye perchè il rinnovamento può venire solo dal 24% di Forza Italia. Ma bisogna inziare subito!!!!
Belle parole, belle cose. Ma non è la prima volta che si sentono.
E partire dai quarentenni non basta: si prenda - per una volta - esempio da Fini: una donna di 29 anni vice presidente della camera. Gesto simbolico,ma significativo: per svecchiare veramente, parti dai 25-30enni, almeno a livello locale. Inserisci più giovanissimi nella struttura di base, crea un vero dibattito, fai una struttura che funzioni autonomamente sul territorio.
questo è il difficile
Per Chris. Non subito, ieri.
E cambiare il capo ?
Con i sui settant'anni non stonerebbe un po con questa ventata di rinnovamento ?
come è andato il seminario?
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