10 maggio 2006

Napolitano, il proto-D'Alema

Se l’operazione D’Alema al Quirinale abortisce, non si capisce per quale motivo la Casa delle Libertà dovrebbe votare Napolitano, comunista di ben più lunga (e compromettente) militanza di Baffino. Non bastano infatti il physique du rôle del notaio e l’età avanzata per rovesciare su di lui la fiducia di metà del popolo italiano. Quel fisico che forse sta affascinando Casini ma non certo Berlusconi. Il senatore a vita, insomma, è una sorta di proto-D’Alema, l’originale e non la controfigura. Il centrodestra ha chiuso le porte del Colle a questa, perché mai dovrebbe aprirle a quello? E non facciamo finta di scandalizzarci se il presidente della Repubblica verrà scelto dal 50 per cento dei parlamentari. L’Italia è un Paese profondamente diviso, uscito da una campagna elettorale dove le posizioni dei due schieramenti sono rimaste inavvicinabili e direi inconciliabili. La scelta dell’uomo del Quirinale non fa che ripetere questa fotografia. Embè: qual è lo scandalo? Si dice: con l’arrivo di Napolitano, alla prima crisi Prodi lascerà il posto al temuto Veltroni. Ripetiamo: embè? I moderati hanno offerto una prova splendida giusto un mese fa, dimostrando di esserci e di essere più che mai vivi. La nostra unità, attorno a Berlusconi, è la carta più importante che abbiamo nel mazzo. Di fronte ad essa non c’è Veltroni che tenga, il quale – magari – erediterà una coalizione ancora più sfasciata e brancaleonesca di quanto già non lo sia quella di oggi. Quando il centrodestra riuscirà a disfarsi del vizio di farsi precedere dal suo senso di inferiorità sarà sempre troppo tardi.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mah!! ho sotto gli occhi la visione dell'Italia di oggi.
Forse ,data la mia eta',sono succube dei ricordi del passato.Sino al 1940,cioe' prima dell'entrata in guerra,debbo dire che si stava meglio ...quando si stava peggio!!!