30 maggio 2006

Ti prego, Silvio: torna a dirigere il partito

Nessuna spallata al governo unionista di Roma, nessuna rivincita per la Casa delle Libertà dopo le amministrative di domenica e lunedì. Anzi, diciamocelo: qualche voto in meno di quelli che il centrodestra si aspettava. La vittoria risicata di Milano e il mantenimento della Sicilia tra qualche difficoltà vengono oscurati dalle sconfitte nette di Torino, Roma e Napoli. Certo, la fortuna del centrosinistra è quella di non aver avuto ancora il tempo per fare danni, anche se le avvisaglie già si stagliano all’orizzonte. Avvisaglie cupe e inquietanti. Il punto però è un altro. Per l’ennesima tornata amministrativa la CdL si accorge a urne chiuse che per portare a casa voti bisogna “stare tra la gente”. Le lezioni del passato non ci sono servite a nulla. Continuiamo a pensare che basti l’idea di Berlusconi, e non Berlusconi in carne e ossa, a drenare consensi verso di noi.

Invece non è così. Visto che il fondatore di Forza Italia era quasi riuscito nell’impresa di capovolgere sondaggi disastrosi per l’appuntamento del 9 e 10 aprile, ecco che la CdL a livello locale ha pensato bene di sdraiarsi lungo il fiume in attesa dell’ondata di consensi. Ondata che ovviamente non si è vista. Non si vide quando il centrodestra governava, e dunque poteva contare anche su un certo effetto trascinamento e una dose di visibilità non trascurabile, figuriamoci se poteva accadere ora. Già, ma adesso? Una critica, Berlusconi se la deve sentir dire: nelle città, nelle province, nelle regioni le dirigenze di Forza Italia, vale a dire del partito di maggioranza relativa non solo del centrodestra ma di tutto il Paese, hanno un disperato bisogno di essere rinnovate. Negli ultimi anni troppe guerre intestine, basate su un vuoto progettuale preoccupante, hanno fatto perdere migliaia di consensi; consensi che neppure due mesi fa Berlusconi ha riacciuffato per poi vederli sparire di nuovo, con gli interessi, non appena la responsabilità della campagna elettorale è passata sulle spalle di altri.

Come al monopoli, Forza Italia deve ripartire dal “via” sul territorio. Cancellando commissariamenti che durano da tempo, stimolando l’organizzazione di congressi, favorendo la nascita di una classe dirigente legata al territorio e che col territorio sappia dialogare. Frasi fatte? Retorica? Banalità? Forse, certo è che in Forza Italia sono mancate anche le cose scontate. Sì, perché se mi guardo attorno (mi riferisco alla realtà che conosco meglio: quella di Bologna e provincia) scopro – a parte pochissime eccezioni che non vengono neppure utilizzate come dovrebbero - una sconfortante incapacità di parlare la lingua della gente. Ti prego, Silvio: torna a dirigere il partito e liberati di coloro che hanno vissuto benissimo nella tua ombra, non sforzandosi di fare altro.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Concordo pienamente. Sono un votante di An, ma ti dico con franchezza che Fini e Casini dovrebbero cacciare i coglioni, e smetterla di aspettare che il papà Berlusconi li guidi ogni volta. Quando li vedo, sembrano basiti, sembra che sianoi del tutto estranei al loro ruolo, tranne Casini, che ultimamente ha alzato la voce (vedi ballarò, con dalema). Propongo di istituire una festa alternativa a quella dell'unità, la "FESTA DELLE LIBERTA'", secondo me potrebbe essere una buona base di partenza per cominciare a stare in mezzo alla gente.